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Manutenzione programmata degli impianti frigoriferi industriali

Quasi nessun impianto si ferma senza avvisare

Controlli periodici su impianti e celle, per intercettare in tempo le anomalie che portano a fermi impianto, consumi anomali e perdita di prodotto.

Tecnico durante la manutenzione di un impianto frigorifero

Un compressore che assorbe più del dovuto, un evaporatore che brina in modo irregolare, un condensatore progressivamente più sporco, una temperatura che oscilla di qualche grado in più rispetto a sei mesi prima: sono segnali che arrivano molto prima del guasto. Il punto della manutenzione programmata è esattamente questo, vederli mentre sono ancora anomalie e non ancora fermi impianto.

Cosa controlliamo

I controlli variano in funzione del tipo di impianto, della temperatura di esercizio e delle condizioni in cui lavora. Questi sono gli ambiti che rientrano in un giro di manutenzione su un impianto frigorifero.

Ambiti di controllo
Gruppo frigoriferoAssorbimenti elettrici, pressioni di lavoro, temperature di aspirazione e mandata, stato del compressore, rumorosità e vibrazioni anomale.
Scambio termicoPulizia e stato delle batterie di condensazione ed evaporazione, funzionamento dei ventilatori, spazio libero per il ricircolo dell'aria.
SbrinamentiEfficacia e frequenza dei cicli, scarico condensa, formazione di ghiaccio anomala. Uno sbrinamento mal tarato è fra le cause più comuni di consumo eccessivo.
Circuito frigoriferoVerifica di tenuta, stato delle giunzioni e delle coibentazioni, condizione del refrigerante e degli organi di laminazione.
Parte elettricaSerraggi, stato dei contattori, taratura degli organi di sicurezza, funzionamento di sonde e allarmi.
Ambiente refrigeratoTenuta e allineamento delle porte, stato delle guarnizioni, uniformità delle temperature nei diversi punti della cella, corrispondenza fra setpoint e temperatura effettiva.

Con quale frequenza

Non esiste un intervallo valido per tutti. Un impianto che lavora ventiquattro ore su ventiquattro in un ambiente polveroso richiede controlli più ravvicinati di una cella di riserva usata poche ore al giorno in un locale pulito. La frequenza si definisce sulla base di ore di funzionamento, condizioni ambientali, criticità del prodotto conservato e storico dell'impianto. In molte situazioni ha senso concentrare un controllo prima della stagione calda, che è il periodo in cui gli impianti lavorano nelle condizioni più gravose e in cui emergono i limiti di dimensionamento o di pulizia.

Perché incide sui consumi, non solo sui guasti

La manutenzione viene spesso vista solo come assicurazione contro il fermo impianto, ma la parte economicamente più continua è un'altra: un impianto trascurato consuma progressivamente di più per fare lo stesso lavoro. Un condensatore sporco alza la pressione di condensazione, uno sbrinamento mal tarato riscalda la cella più del necessario, un evaporatore parzialmente brinato riduce lo scambio e allunga i tempi di funzionamento. Sono derive lente, che non fanno scattare nessun allarme e che si vedono solo in bolletta.

Obblighi sui gas fluorurati

Gli impianti che contengono gas fluorurati a effetto serra sono soggetti alla normativa europea sugli F-gas, che prevede controlli periodici di tenuta e obblighi di registrazione a carico dell'operatore dell'impianto. La frequenza dei controlli dipende dalla quantità di refrigerante contenuta, espressa in tonnellate di CO2 equivalente, e dalla presenza di sistemi di rilevamento delle perdite. È un aspetto che conviene chiarire fin dall'inizio, perché riguarda chi possiede l'impianto e non solo chi lo manutiene.

Anche su impianti installati da altri

Prendiamo in manutenzione anche impianti e celle che non abbiamo installato noi. In questi casi il primo passaggio è una verifica dello stato del sistema: serve a stabilire un punto di partenza documentato e a distinguere ciò che va corretto subito da ciò che può rientrare nel piano dei controlli periodici.

Cosa ci serve per valutare la richiesta

  • Tipo e numero di impianti o celle da seguire, e sede in cui si trovano
  • Temperature di esercizio e destinazione d'uso di ciascun ambiente
  • Anno di installazione, se noto, e interventi già effettuati in passato
  • Anomalie ricorrenti già osservate: brinamenti, blocchi, rumori, oscillazioni di temperatura
  • Documentazione disponibile: schemi, libretti, registri di intervento precedenti
  • Fasce orarie in cui è possibile intervenire senza interferire con l'attività

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Domande frequenti

Domande frequenti sulla manutenzione

Fate manutenzione programmata?

Sì. Possiamo pianificare controlli periodici dell'impianto per verificarne funzionamento, condizioni dei componenti e possibili anomalie.

Ogni quanto va fatta la manutenzione di un impianto frigorifero?

Dipende da ore di funzionamento, condizioni ambientali, criticità del prodotto conservato e storico dell'impianto. La frequenza si definisce caso per caso, non con un intervallo standard.

Potete seguire un impianto installato da un'altra azienda?

Sì. Partiamo da una verifica dello stato del sistema esistente, che serve a stabilire un punto di partenza e a distinguere gli interventi urgenti da quelli pianificabili.

La manutenzione riduce davvero i consumi?

Incide in modo diretto. Condensatori sporchi, sbrinamenti mal tarati ed evaporatori parzialmente brinati fanno lavorare l'impianto più a lungo e a pressioni più alte per ottenere lo stesso risultato.

Come funzionano gli obblighi sui gas fluorurati?

La normativa europea sugli F-gas prevede controlli periodici di tenuta e obblighi di registrazione a carico dell'operatore dell'impianto, con frequenza legata alla quantità di refrigerante in tonnellate di CO2 equivalente. È utile verificare la posizione del proprio impianto prima di definire il piano dei controlli.

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